Acquistare casa, si sà, è un impegno che richiede tempistiche sempre differenti ed un investimento che varia in base alle esigenze personali. Va tenuto poi fortemente in considerazione il mercato immobiliare, dal momento che ogni scelta viene pensata e fatta in base agli andamenti correnti oltre che ai desideri personali.

In merito a questo ci sono recentemente pervenuti dati positivi che indicano uno sviluppo immobiliare – dal punto di vista economico – in netto miglioramento sul territorio palermitano, dati che a loro volta rivelano, zona per zona, la diminuzione dei prezzi degli immobili, registrando un netto miglioramento rispetto al primo semestre del 2019. Questi dati incoraggianti, infatti, sottolineano non solo un vistoso aumento degli immobili in vendita nel mercato ma rivelano inoltre che rispetto al passato i prezzi di tali beni registrano un calo vostante, rendendo difatto più interessante e soddisfacente la ricerca di una casa.

Nello specifico i dati registrano un aumento un aumento delle richieste e delle vendite, specialmente nelle zone centrali e semi centrali della città di Palermo. Preferiti, in media, gli appartamenti con 2 camere, salone, cucina abitabile, doppi servizi, piani medi-alti, in stabili ben mantenuti – sia per uso abitativo, sia come investimento da mettere a reddito.

Il budget medio di un acquirente palermitano – ci informano – si aggira intorno ai 180mila euro. Tale stima viene fatta considerando una ricerca di mercato che indica le zone più centrali come quelle di più alto valore (circa 230mila euro) e, a seguire, quelle semi centrali e periferiche (rispettivamente 160mila e 110mila euro). I quartieri più ambiti restano Libertà, Notarbartolo, Strasburgo, Sperlinga-Lazio-Campania e quelli di Calatafimi e area Uditore. A questi dati vanno ad aggiungersi quelli in merito ai mutui richiesti per l’acquisto di un immobile, dato che, stando alle stime effettuate nel settore, indica una valore medio di 129mila euro circa.

Altro elemento importante da ricordare è che la tempistica di vendita è scesa in media a 7 mesi, registrando conseguentemente un calo della percentuale sulla disponibilità a trattare da parte di venditore/acquirente: fase, questa, in cui lo sconto tra prezzo di partenza e prezzo di chiusura è sceso ad una media del 18,6 per cento.